Cinque libri su Tian’anmen

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Foto Michael Mandiberg – Creative Commons

Il 4 giugno 1989 in piazza Tian’anmen a Pechino l’esercito cinese mette in atto una dura repressione nei confronti di migliaia di manifestanti. Da allora in Cina su questa tragedia è calato il silenzio, ma ci sono dei libri che possono aiutare a capire cosa è successo

Ogni anno il 4 giugno il pensiero torna inevitabilmente al 1989 e alla dura repressione subita da studenti, intellettuali e operai in piazza Tian’anmen a Pechino. Chiunque metta piede su quella immensa piazza, ancora oggi dominata dalla gigantografia di Mao Zedong, o si trovi a osservarne una foto su un giornale o sul web non può non pensare alla tragedia di cui è stata teatro quasi trent’anni fa e che ha portato la Cina sotto i riflettori del mondo intero.

Tutto inizia nel mese di aprile con la morte di Hu Yaobang, politico riformista finito nel mirino della leadership cinese per le sue posizioni. Sull’onda dell’emozione per la sua scomparsa, studenti e sostenitori di Hu cominciano a radunarsi nella piazza della capitale cinese. La protesta cresce e si diffonde anche al di fuori della capitale. Gli studenti radunati davanti alla Grande Sala del Popolo, che costeggia la piazza, chiedono di incontrare le autorità cinesi, divise tra chi sarebbe pronto al dialogo e chi lo rifiuta. Prevale la linea dura, ufficializzata in un editoriale pubblicato sul Quotidiano del Popolo e firmato da Deng Xiaoping. Lo scontro si inasprisce, le manifestazioni dilagano, gli studenti iniziano lo sciopero della fame. Viene promulgata la legge marziale, truppe e mezzi militari avanzano verso la piazza. E nella notte tra il 3 il 4 giugno 1989 l’esercito apre il fuoco, iniziando lo sgombero.

Una pagina buia della recente storia della Cina, di cui ancora oggi non è dato sapere il numero esatto delle vittime. In Cina è un argomento tabù, di cui molti sanno poco o nulla. Ma alcuni autori cinesi, in modi diversi, ne parlano e aiutano a comprendere quello che è successo e cosa ha significato.

 

Pechino è in coma di Ma Jian (Feltrinelli, 2009)

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È sicuramente il libro che affronta in maniera più esaustiva la tragedia di piazza Tian’anmen, raccontandola da dentro e portando il lettore a vivere quei giorni drammatici. Dai Wei è costretto in un letto, in coma, da dieci anni, da quando cioè il 4 giugno 1989 viene colpito alla testa da un proiettile durante la rivolta di piazza Tian’anmen. La sua mente ripercorre i giorni delle proteste studentesche, ricordando le mobilitazioni degli universitari dell’Università di Pechino, le discussioni politiche e i discorsi tra compagni. E se il suo corpo è immobile, la Cina corre e cambia proiettata verso le Olimpiadi del 2008, che la porteranno un’altra volta sul palcoscenico del mondo con un’immagine totalmente diversa da quella con cui c’era stata vent’anni prima.

 

Pazzia di Ha Jin (Neri Pozza, 2003)

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In questo romanzo le proteste di piazza Tian’anmen fanno da cornice alla storia, facendo capolino qua e là, fino a ritagliarsi un posto in primo piano nell’ultima parte del libro. Jian Wan, studente di letteratura classica all’università di Shanning, è chiamato ad assistere il signor Yang, suo professore ricoverato in ospedale in seguito a un ictus. Inizia così per lui un periodo di smarrimento e dubbi, alimentati dalle riflessioni, spesso incomprensibili, del professor Yang. Rimessa in discussione la sua vita, rinunciando allo studio e all’amore, Jian prende un treno per Pechino e si ritrova nel pieno degli scontri in corso nella capitale, da cui fuggirà, profondamente scioccato e inconsapevole che da quel momento la sua vita sarà segnata per sempre.

 

La Cina sono io di Xiaolu Guo (Metropoli d’Asia, 2014)

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Uscito in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di piazza Tian’anmen, il libro racconta la storia d’amore tra Jian, musicista punk di Pechino incarcerato e allontanato dalla Cina, e Mu, aspirante poetessa che, non avendo più sue notizie da tempo, entra in contatto con un direttore di una casa editrice inglese a cui consegna lettere e diari scritti da lei e Jian, nella speranza di ottenere qualche informazione. Toccherà a Iona, giovane traduttrice che si appassionerà alla vicenda, tradurre il materiale e ricostruire quanto è successo a Jian, che si scoprirà essere figlio di un importante politico cinese. Nella storia tra Jian e Mu le vicende di piazza Tian’anmen occupano un posto di primo piano, avendo profondamente segnato la vita del ragazzo e il suo percorso politico.

 

La Cina in dieci parole di Yu Hua (Feltrinelli, 2010)

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Nel primo capitolo del libro, dedicato alla parola popolo, Yu Hua parla di Tian’anmen, come di «un’esplosione di passione politica dei cinesi o, meglio, l’ultimo e definitivo sfogo di una passione politica che si era sedimentata durante la Rivoluzione culturale, dopodiché la passione per il denaro ha preso il suo posto». In poche pagine lo scrittore ripercorre quel periodo, ricordando il clima che si respirava a Pechino, testimoniando cosa ha visto e constatando che «oggi in Cina pochissimi giovani sono a conoscenza dei fatti di piazza Tian’anmen e il commento vago dei pochi che ne sanno qualcosa è: “Mi hanno detto che c’è stata una manifestazione con un sacco di gente”».

 

Una vita cinese. Il tempo del denaro di Li Kunwu e Philippe Ôtié (addEditore, 2017)

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È il terzo volume della trilogia Una vita cinese, autobiografia dell’artista Li Kunwu, disegnata da lui e scritta con Philippe Ôtié, che racconta la Cina dall’avvento di Mao Zedong ai giorni d’oggi. Il libro che chiude la trilogia si apre con la fine della Rivoluzione culturale e l’avvio della politica di riforma e apertura, inizio di grandi cambiamenti per la Cina. Tra i personaggi anche il coautore, con cui Li si confronta mettendo una di fronte all’altra la visione occidentale e quella cinese, dai fatti di piazza Tian’anmen al capitalismo.

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